La giunta riferisca in merito alla presenza di cinghiali nel Parmense, con particolare riferimento alle segnalazioni in ambito urbano, ai dati relativi ai risarcimenti e alle misure operative di contenimento e prevenzione della Peste suina africana (Psa). Lo chiede Fratelli d’Italia con un’interrogazione a prima firma Priamo Bocchi sottoscritta anche da Giancarlo Tagliaferri.
In particolare i consiglieri sollecitano chiarimenti “sugli interventi specifici attivati o in fase di progettazione, per la provincia di Parma, al fine di potenziare il contenimento della specie, distinguendo fra attività venatoria ordinaria, piani di controllo e ulteriori misure straordinarie”.
“In una precedente interrogazione sullo stesso tema – ha spiegato Bocchi – dalla risposta dell’assessore competente è emerso un quadro generale di misure regionali ne quale, però, permangono profili di incompletezza e mancata puntuale correlazione con la provincia di Parma, in particolare in relazione alle segnalazioni in ambito urbano, alla dimensione operativa delle misure straordinarie e ai dati relativi ai risarcimenti e ai tempi di pagamento”.
Per questi motivi è stato presentato un nuovo atto ispettivo in cui si chiedono dettagli più puntuali “sui canali ufficiali utilizzati dalla Regione per raccogliere e validare le segnalazioni di avvistamenti di cinghiali in ambito urbano o periurbano nella provincia di Parma e su quanti capi siano stati effettivamente prelevati o abbattuti nel Parmense nel triennio 2022–2024 e nel 2025”. Inoltre, per la sola provincia di Parma, si chiede di indicare “l’importo totale richiesto, il totale liquidato, la percentuale di riconoscimento dei risarcimenti e e tempi medi di pagamento per ciascun anno nonché quale parte delle risorse straordinarie destinate alle Polizie provinciali per l’attuazione dei piani di controllo sia stata assegnata alla Provincia di Parma nel 2022–2025 e quale sia la previsione per 2026”.
(Lucia Paci)



