La Regione verifichi lo stato di avanzamento, le criticità e l’incremento dei costi del progetto “Palazzetto – Città delle arti e dello sport” di Ravenna e se il contributo di 1 milione di euro deliberato dalla Regione Emilia-Romagna nel 2018 sia stato effettivamente erogato, in quale misura (anticipo o saldo) e, in caso negativo, per quali motivi. A chiedere di fare chiarezza sulla ripartenza del cantiere al palazzetto dello sport ravennate è Alberto Ferrero (FdI) che ha presentato un’interrogazione per sapere se il Comune di Ravenna abbia fornito garanzie sull’integrale copertura finanziaria dell’opera (allora stimata in 15,5 milioni) e sulla base di quali requisiti tecnici ed economici sia stata valutata l’ammissibilità del progetto nel 2018, considerando che il contributo regionale di 1 milione di euro rappresentava poco più del 6% del valore dell’opera.
“Dall’avvio del cantiere (i permessi risalgono alla fine del 2019) ad oggi, l’opera ha conosciuto problematiche sempre più evidenti – ha spiegato Ferrero – con un quadro economico lievitato dai 15,5 milioni di euro preventivati nel 2018 agli attuali 27,5 milioni di euro stimati nell’aprile 2026, con un incremento che sfiora il +80% rispetto al budget iniziale. L’impennata dei costi, inizialmente attribuita al rincaro delle materie prime nel periodo post-pandemia, è stata aggravata da una serie di varianti progettuali tardive e da oneri imprevisti legati alla gestione dei sottoservizi e della carpenteria metallica”.
“Il cronoprogramma originale – ha proseguito – che prevedeva l’inaugurazione nel 2021, è stato più volte disatteso a causa di una concatenazione di eventi critici, tra cui le interdittive antimafia, che hanno costretto a lunghe e complesse procedure di rescissione e riaffidamento dei lavori e il fallimento delle prove di carico su alcune strutture, avvenuto nell’agosto 2025, che ha evidenziato anomalie tali da rendere necessario un nuovo e totale fermo del cantiere per motivi di sicurezza. Ad oggi, la struttura si presenta come un’incompiuta: il cantiere è fermo, privo di una data certa di consegna e con la prospettiva di dover investire ulteriori ingenti risorse pubbliche per rimediare ai difetti costruttivi emersi”.
Da qui l’atto ispettivo per avere chiarimenti “sulle valutazioni di congruità e sostenibilità finanziaria effettuate dagli uffici
regionali preposti, in merito al quadro economico presentato dal Comune di Ravenna e, in particolare, se sia stata verificata l’effettiva sussistenza delle coperture finanziarie da parte degli altri partner” e se “a fronte dell’aumento dei costi, passati da 15,5 a oltre 27,5 milioni di euro, la Regione abbia ricevuto o intenda valutare richieste per l’erogazione di ulteriori finanziamenti straordinari”.
“Sarebbe opportuno – ha concluso Ferrero – subordinare qualsiasi eventuale futuro stanziamento a una perizia tecnica di terzi che certifichi l’effettiva risolvibilità dei problemi strutturali e, inoltre, la Regione dovrebbe prevedere funzioni di controllo, vigilanza e monitoraggio delle fasi conclusive del cantiere, al fine di garantire che l’opera venga effettivamente ultimata, anche a fronte dei lievitati costi, per evitare di avere, per molti anni ancora, un’opera incompiuta del cuore della Romagna”.
(Lucia Paci)



