Imprese lavoro e turismo

Mastacchi (Rete civica): “Aggiornare la legge che disciplina le strutture extralberghiere”

Il consigliere evidenzia come l’attuale normativa sia ormai superata alla luce del mutato contesto. “Occorre promuovere la trasparenza e la legalità, attraverso strumenti di identificazione univoca delle strutture, anche nei canali digitali”

Avviare un percorso di aggiornamento normativo, introducendo criteri più flessibili e trasparenti per la regolamentazione delle strutture ricettive extralberghiere, in coerenza con i principi di semplificazione amministrativa, promozione della qualità e rafforzamento della legalità nel comparto turistico.

È quanto chiede, con un’interrogazione rivolta alla giunta, il consigliere di Rete civica Marco Mastacchi. Il consigliere ricorda che la delibera di giunta del 2007 rappresentò per l’epoca “un importante riferimento normativo” per l’extralberghiero: tuttavia, “a oltre quindici anni dalla sua adozione, il contesto è profondamente mutato”.

“Le modalità di fruizione delle strutture turistiche si sono evolute – prosegue Mastacchi – e si sono diffuse le piattaforme digitali per la prenotazione. Emergono nuove esigenze, che richiedono un adeguamento della normativa regionale, al fine di garantire maggiore flessibilità nei criteri di valutazione della capacità ricettiva, superando approcci rigidi e poco aderenti alla realtà delle strutture esistenti”. Mastacchi evidenzia perciò la necessità di “promuovere la trasparenza e la legalità, attraverso strumenti di identificazione univoca delle strutture, anche nei canali digitali, riducendo gli oneri burocratici per i gestori e rendendo più efficaci i controlli da parte degli enti preposti”. Il tutto, anche per valorizzare l’impegno degli operatori che investono in dotazioni e servizi aggiuntivi.

“Rivedere la disciplina delle strutture extralberghiere significherebbe, da un lato, migliorare la qualità dell’offerta ricettiva, valorizzando le dotazioni e i servizi che oggi fanno la differenza per i turisti e, dall’altro, favorire una gestione più trasparente e tracciabile, anche attraverso l’introduzione di obblighi di identificazione e pubblicità, in linea con le migliori pratiche già adottate da altre Regioni”, conclude il consigliere di Rete civica.

(Brigida Miranda)

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