Sanità e welfare

Bocchi (FdI): “Centri per la famiglia, tutelare qualità ed efficacia dei servizi”

L’esponente di FdI invita a rimuovere criticità procedurali e profili di illegittimità connessi all’Allegato C della Delibera di Giunta regionale n.163/2026

“Centri per la famiglia, tutelare qualità ed efficacia dei servizi”.

Con una risoluzione, Priamo Bocchi (FdI) impegna ala Regione a rimuovere criticità procedurali, profili di illegittimità e di rischio erariale connessi all’Allegato C della Delibera della Giunta regionale n.163/2026 “Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia”.

Il consigliere, nella risoluzione, spiega che ad agosto 2025 è stato pubblicato l’Avviso pubblico del Dipartimento per le Politiche della famiglia per il ‘Rafforzamento della rete dei Centri per la famiglia’, con l’obiettivo di potenziare i servizi rivolti a coppie, adolescenti e famiglie e che, all’art. 1, fra le attività che le Regioni devono assicurare, include l’erogazione di servizi per l’ascolto e il counseling dedicati agli adolescenti e ai loro genitori.

“Il termine counseling è utilizzato dall’estensore ministeriale per descrivere un’attività trasversale di supporto e orientamento”. Mentre il passaggio dall’Avviso ministeriale all’Allegato C regionale, che introduce il counselor come figura preferenziale, secondo Bocchi “costituisce un’operazione interpretativa priva di supporto normativo poiché l’avviso ministeriale non contiene alcun riferimento alla figura del counselor, né alcuna deroga implicita o esplicita all’ordinamento professionale vigente”.

Per il consigliere la distinzione tra attività psicologico-clinica e attività di ascolto proposta dalla Regione nella risposta a una diffida inviata dall’Ordine degli Psicologi dell’Emilia-Romagna non trova supporto nella normativa vigente, né nel consolidato orientamento giurisprudenziale. “Confondere gli interventi psicologici con interventi psicoterapeutici clinici crea una grande confusione e poca conoscenza della professione psicologica”, sottolinea il meloniano.

Per Bocchi “la chiarezza nella definizione dei ruoli professionali rappresenta un elemento fondamentale per la tutela dell’utenza e per la corretta attuazione delle politiche familiari”, pertanto, impegna la Giunta a procedere con urgenza alla revisione dell’Allegato C della DGR n. 163/2026, “eliminando ambiguità nell’individuazione delle figure professionali coinvolte” e a garantire che tali attività siano affidate esclusivamente a professionisti in possesso di titoli abilitanti e riconosciuti nell’ambito delle professioni regolamentate.

(Giorgia Tisselli)

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