Sollecitare governo e Parlamento affinché sia mantenuta una definizione nazionale “ampia” di caregiver familiare, che non ponga il vincolo della convivenza e permetta un riconoscimento di diritti e tutele che rispondano a principi di inclusività ed equità sociale.
A chiederlo è una risoluzione del Partito democratico a firma Elena Carletti (prima firmataria), Gian Carlo Muzzarelli, Francesco Critelli, Anna Fornili, Maria Laura Arduini, Marcella Zappaterra, Paolo Calvano, Fabrizio Castellari, Andrea Costa, Ludovica Carla Ferrari, Valentina Ancarani, Eleonora Proni, Niccolò Bosi, Maria Costi, Alice Parma, Lodovico Albasi, Francesca Lucchi, Simona Lembi e Luca Quintavalla.
“Manca ancora una norma nazionale organica sui caregiver familiari che intervenga su una materia fondamentale per la sostenibilità di una società che invecchia e dove la non autosufficienza ha raggiunto i quasi 4 milioni di persone: la vigente definizione statale di caregiver è lontana da quella della Regione Emilia-Romagna, che parlando di “persona cara” lascia spazio a una maggiore inclusività”, spiegano i democratici.
Da qui la risoluzione per chiedere alla giunta di “sollecitare governo e Parlamento, in tutte le sedi istituzionali opportune, anche per il tramite della Conferenza delle Regioni, affinché la definizione di caregiver familiare e il relativo riconoscimento di diritti e tutele rispondano a principi di inclusività ed equità sociale, attraverso il mantenimento di una definizione “ampia” del caregiver familiare che non ponga il vincolo della convivenza, l’identificazione dei bisogni del caregiver familiari nell’ambito del Progetto di Vita o del PAI e l’attivazione di tutele crescenti rapportate al carico assistenziale e agli impatti/bisogni del caregiver e alla loro possibile evoluzione”.
Si chiede, inoltre la previsione di risorse adeguate e congrue per la garanzia di una effettiva esigibilità delle tutele, per fare in modo che la legge non rimanga una mera affermazione di diritti.
(Luca Molinari)



