Sanità e welfare

Castaldini (FI): “Costituire il Comitato misto paritetico per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”

L’obiettivo è promuovere politiche attive e riconoscere le mansioni di lavoratori e lavoratrici. L’assessore Giovanni Paglia rassicura: l’Emilia-Romagna è in regola

Costituire il Comitato misto paritetico per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate. A chiederlo, con un’interpellanza alla Regione, è Valentina Castaldini (Forza Italia), che ricorda come l’obiettivo sia quello di promuovere politiche attive e riconoscere le mansioni svolte dai lavoratori e dalle lavoratrici.

“Le cooperative di tipo B sono una particolare forma di cooperativa sociale che ha come obiettivo principale l’inserimento lavorativo di persone svantaggiate”, spiega la consigliera, che ricorda come secondo il Contratto nazionale di lavoro delle Cooperative sociali 2024 i Comitati misti paritetici, dove non lo siano, devono essere costituiti entro e non oltre tre mesi per promuovere politiche attive per l’inserimento lavorativo delle persone svantaggiate”.

“Nella Città metropolitana di Bologna, contrariamente ad altre provincie della Regione, non sarebbe stato istituito il Comitato misto paritetico e le cooperative non avrebbero modo di assumere persone svantaggiate con contratti personalizzati”, ha evidenziato Castaldini, per la quale “in questo modo l’inserimento lavorativo sarebbe possibile esclusivamente con il contratto nazionale, senza poter riconoscere il trattamento contrattuale per le mansioni effettivamente svolte in cooperativa, il che diventa economicamente insostenibile ed ha come risultato paradosso il non inserimento lavorativo di persone svantaggiate”.

Da qui l’atto per chiedere alla giunta se in altre provincie sia stato istituito e di garantire la piena attuazione della legge regionale 17/2005, che stabilisce norme per la promozione dell’occupazione delle persone svantaggiate.

Ha risposto l’assessore Giovanni Paglia che ha ricordato come a oggi la Regione Emilia-Romagna è in regola perché il contratto prevede che il livello locale sia quello regionale, cosa che in Emilia-Romagna è in funzione. Paglia ha sottolineato come la costituzione di comitati provinciali sia solo un’opportunità in più e che, qualora non vengano attivati, i cittadini si possono rivolgere al comitato regionale.

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