Sanità e welfare

Pd: sostenere il terzo settore

A chiederlo è una risoluzione a firma Anna Fornili (prima firmataria), Ludovica Carla Ferrari, Fabrizio Castellari, Francesca Lucchi, Eleonora Proni, Valentina Ancarani, Marcella Zappaterra, Maria Costi, Maria Laura Arduini, Paolo Calvano, Alice Parma, Niccolò Bosi, Gian Carlo Muzzarelli, Barbara Lori, Elena Carletti, Andrea Massari, Luca Quintavalla e Andrea Costa

Sostenere il Terzo Settore per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili e chiedere al Governo agevolazioni quali l’abbattimento e la deducibilità dell’Iva sugli acquisti strumentali alle attività degli enti del terzo settore non commerciali.

A chiederlo è il Partito democratico con una risoluzione a firma Anna Fornili (prima firmataria), Ludovica Carla Ferrari, Fabrizio Castellari, Francesca Lucchi, Eleonora Proni, Valentina Ancarani, Marcella Zappaterra, Maria Costi, Maria Laura Arduini, Paolo Calvano, Alice Parma, Niccolò Bosi, Gian Carlo Muzzarelli, Barbara Lori, Elena Carletti, Andrea Massari, Luca Quintavalla e Andrea Costa.

In particolare, spiegano i democratici, rimangono ancora aperti diversi aspetti della disciplina fiscale, nonostante l’enorme passo avanti fatto con la recentissima approvazione, da parte della Commissione Europea, del quadro normativo proposto dal governo italiano sul Codice del Terzo Settore in materia fiscale, che renderà più agevole alle oltre 20.000 ONLUS presenti in Italia decidere se assumere la qualifica enti del terzo settore commerciale o meno, pena la devoluzione del patrimonio acquisito a partire dalla assunzione della qualifica di Onlus.

Nel sostenere le ragioni del Terzo settore, il Pd ricorda che “pesa anche l’incognita del passaggio dal regime di esclusione Iva a quello di esenzione, rinviato dal Governo di anno in anno, che obbligherà anche gli ETS non commerciali a dotarsi di partita Iva, dovendo così assolvere una lunga serie di adempimenti burocratici e amministrativi, particolarmente gravosi e difficilmente sostenibili soprattutto per le realtà sociali più piccole, che rappresentano il 71% del totale”.

Da qui la risoluzione per impegnare la giunta “a continuare a supportare gli ETS , compatibilmente con le disponibilità del bilancio regionale, anche
attraverso l’istituzione di uno specifico Fondo o con la creazione di bandi dedicati sia al sostegno all’attività associativa, sia alla manutenzione ordinaria e straordinaria degli immobili strumentali ad essa di proprietà pubblica in comodato, ovvero degli stessi ETS, valutando, inoltre, possibili
premialità nei bandi per la rigenerazione, adeguamento e riqualificazione energetica degli edifici pubblici, laddove questi siano destinati ad ospitare soggetti che svolgono attività di interesse sociale, come gli ETS. Bisogna, inoltre continuare a promuovere la disciplina del Social Bonus”.

Il Pd vuole inoltre che la Regione prosegua nella promozione e nel consolidamento delle esperienze di partecipazione, coprogettazione, rappresentanza e cittadinanza attiva facenti perno sugli Enti del Terzo Settore e che trovano la loro radice normativa e progettuale nel Piano Sociale e Sanitario, e che si rafforzi la partnership fra PA e Terzo Settore, declinando e valorizzando una sussidiarietà circolare nonché favorendo con risorse e progettualità l’espandersi di un’economia sociale in grado di dare risposte individualizzate ai bisogni di Welfare dei cittadini, orientate alla coesione sociale e integrate nel sistema territoriale in cui si esplicano, anche attraverso un confronto con Anci. Bisogna inoltre dare attuazione e continuità alla legge regionale del 2023 che istituisce il fondo per l’innovazione sociale, definisce i criteri per l’Amministrazione Condivisa e prevede strumenti formativi per la Pubblica Amministrazione e gli ETS”.

I democratici vogliono anche che viale Aldo Moro chiede al governo che vengano ripristinate le risorse tagliate al Sociale, che venga rispettata la volontà dei cittadini eliminando il tetto previsto al 5‰, che si rendano strutturali i finanziamenti e progettualità destinate al Terzo Settore e che si intervenga con agevolazioni quali l’abbattimento e la deducibilità dell’Iva sugli acquisti strumentali alle attività degli ETS non commerciali a valutare, in tutte le sedi istituzionali opportune, anche per il tramite della Conferenza delle Regioni e previo confronto con la Commissione Europea, la possibilità di introdurre una disciplina che escluda l’applicazione dell’IVA per gli enti non commerciali del Terzo Settore. Al governo si chiede, inoltre, che venga istituito un Fondo ad hoc per la rigenerazione, l’adeguamento ed il recupero energetico degli edifici pubblici concessi in comodato agli ETS.

(Luca Molinari)

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