Sanità e welfare

Rimini, Marcello (FdI): “La Regione intervenga per ridurre i problemi del lavoro femminile”

Il consigliere chiede misure a sostegno della conciliazione tra lavoro e vita familiare, in particolare per l’infanzia e la non autosufficienza, per evitare che le donne siano costrette a ridurre o abbandonare l’attività lavorativa

La Regione intervenga per ridurre le criticità strutturali del lavoro femminile emerse nella provincia di Rimini e promuova iniziative per ridurre il divario occupazionale in particolare per l’infanzia e la non autosufficienza. Lo chiede, con un’interrogazione, Nicola Marcello (Fratelli d’Italia).

“Dai dati diffusi dall’Osservatorio Cisl Romagna – ha chiarito il consigliere – emerge una situazione di forte criticità per il lavoro femminile nella provincia di Rimini, che risulta essere il territorio romagnolo con il più basso tasso di occupazione delle donne. Nel triennio 2022-2024, a fronte di una media romagnola pari al 66,24% nella fascia di età 20–64 anni, Rimini registra un valore inferiore di quasi cinque punti percentuali rispetto alla media regionale, collocandosi ben al di sotto anche della media dell’Unione europea, che nel 2024 ha raggiunto il 70,8%. Nel territorio riminese l’occupazione femminile risulta concentrata soprattutto nei ruoli esecutivi e impiegatizi, mentre permane una marcata sotto-rappresentanza delle donne nelle posizioni decisionali e manageriali. Il contesto economico locale, fortemente segnato dalla stagionalità, incide negativamente sulla stabilità occupazionale. A tali criticità si affianca il divario salariale di genere: le differenze retributive annue arrivano infatti a superare i 12mila euro tra le impiegate e raggiungono circa 15mila euro nelle posizioni di quadro, a parità di mansioni.

“Le organizzazioni sindacali – ha proseguito – sottolineano pertanto l’esigenza di politiche attive del lavoro orientate alla qualità e alla stabilità dell’occupazione femminile, di interventi concreti per la trasparenza retributiva, di un rafforzamento dei servizi per l’infanzia e per la non autosufficienza, fondamentali per una reale conciliazione tra vita lavorativa e familiare”.

Da qui l’atto ispettivo per sapere “se la Regione Emilia-Romagna intende impegnarsi per ridurre il divario occupazionale femminile nel territorio riminese, anche in relazione agli obiettivi europei in materia di occupazione”.

Marcello invita infine l’esecutivo a “rafforzare ulteriormente i servizi a sostegno della conciliazione tra lavoro e vita familiare, in particolare per l’infanzia e la non autosufficienza, per evitare che le donne siano costrette a ridurre o abbandonare l’attività lavorativa”.

(Lucia Paci)

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