Compie 50 anni l’istituzione della Regione Emilia-Romagna nata per accompagnare, rappresentare e valorizzare le comunità regionali all’estero. Cinquant’anni di relazioni, comunità, politiche pubbliche e legami che attraversano confini e generazioni. Anzi 52, visto che la Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo è stata istituita nel 1974 con la legge regionale n. 52, anche se, per questioni organizzative, la data delle celebrazioni è slittata al febbraio 2026, in occasione del primo incontro in presenza della nuova legislatura.
La Consulta, infatti, viene costituita all’inizio di ogni legislatura, previo parere della commissione assembleare competente, e resta in carica fino alla sua scadenza. È composta da 36 membri, di cui 15 residenti all’estero.
Si ritroveranno così a Bologna dal 12 al 14 febbraio 2026 i rappresentanti delle associazioni di 20 Paesi in 4 continenti per fare il punto sui progetti realizzati dalla Consulta e pianificare le prossime iniziative. Parteciperanno cittadini in rappresentanza di 280mila emigrati appartenenti alle comunità di Argentina, Belgio, Brasile, Canada, Cile, Cina, Francia, Germania, Moldova, Paraguay, Perù, Portogallo, Regno Unito, Repubblica Dominicana, Romania, Spagna, Stati Uniti d’America, Sud Africa, Svizzera, Uruguay e Venezuela.
L’appuntamento è stato presentato oggi in conferenza stampa dal presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri, dal presidente della Consulta Matteo Daffadà e dalla vicepresidente Elena Ugolini nonché dalla sottosegretaria alla Presidenza di Giunta della Regione Manuela Rontini.
Le dichiarazioni
Il presidente dell’Assemblea Maurizio Fabbri ha spiegato che “celebrare i 50 anni della Consulta vuol dire sottolineare che la comunità degli emiliano-romagnoli è più grande della regione stessa. È una comunità fatta di persone che mantengono forti legami con il loro territorio d’origine, rapporti preziosi perché da un lato possono favorire la conoscenza all’estero del nostro lavoro e della nostra cultura, dall’altro possono arricchirci nel momento in cui queste persone tornano a trovarci. Per loro le porte dell’Assemblea legislativa sono sempre aperte”
“La Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo – ha sottolineato il presidente Matteo Daffadà – è, fin dalle sue origini, un ponte solido ma in continuo movimento tra l’Emilia-Romagna e le sue comunità all’estero: 50 anni insieme a far circolare idee, esperienze e opportunità, dall’Emilia-Romagna verso il mondo e dal mondo di nuovo alla nostra regione. Un ponte che unisce luoghi e persone, ma anche storie e generazioni: l’emigrazione di ieri e le nuove mobilità di oggi, chi ha aperto la strada e chi guarda al futuro”.
“Credo profondamente – ha aggiunto – nel valore dell’incontro, del guardarsi negli occhi, del conoscersi di persona, in un mondo senza confini: è da qui che nascono fiducia e progettualità e la rete di emiliano-romagnoli nel mondo è una straordinaria risorsa per creare opportunità, attrarre e formare talenti, costruire futuro”.
“Ci aspettiamo tre giorni intensi e stimolanti come si può intuire dal programma, ampio e articolato, che attraversa molti temi e mette un’attenzione particolare sui giovani, sull’università e sull’enogastronomia, ambiti strategici della nostra identità e leve fondamentali per le prospettive che vogliamo costruire. La mostra ‘50 anni insieme’, invece, è un’occasione per andare avanti e indietro nel tempo e ripercorrere una storia straordinaria di cultura e umanità” ha concluso il presidente Daffadà.
Per Elena Ugolini, vicepresidente della Consulta, “il cinquantesimo anniversario è un’occasione per valorizzare una rete che in questi anni è cresciuta in modo esponenziale. Gli oltre 280mila emiliano-romagnoli nel mondo sono un patrimonio prezioso per la nostra Regione. Non sono solo persone che sono partite ma cittadini che hanno costruito imprese, promosso cultura, ricerca e innovazione nei Paesi in cui vivono”.
“La Consulta – ha proseguito – ha il compito di mantenere vivo questo legame e trasformarlo in opportunità concrete per lo sviluppo, per il rientro dei talenti e per i nostri studenti, universitari e delle scuole superiori, che desiderano aprirsi al mondo”.
“Dopo cinquant’anni di storia – ha concluso la vicepresidente Ugolini – si apre una fase nuova: dobbiamo rafforzare questo tessuto di relazioni e metterlo sempre più al servizio dei territori. Sarebbe un errore non cogliere fino in fondo questo grande potenziale”.
La sottosegretaria alla Presidenza di Giunta della Regione Manuela Rontini ha sottolineato: “La Consulta rappresenta il ponte tra l’Emilia-Romagna e le sue tante comunità che vivono all’estero. È uno strumento importante, che permette il dialogo e la partecipazione, valorizzando e mantenendo vive le tradizioni e la cultura della nostra comunità anche a migliaia di chilometri di distanza. E lo è a maggior ragione oggi, quando, con le nuove tecnologie, queste distanze si sono avvicinate e ci permettono un contatto ancora più stretto”. “Per questo – ha annunciato la sottosegretaria – la Giunta intende rafforzare il ruolo della Consulta, dei suoi progetti e delle reti di cooperazione tra l’Emilia-Romagna e l’estero: è uno strumento strategico che tiene alto e presente il nome dell’Emilia-Romagna nel mondo”.
Il programma
L’evento avrà inizio la mattina di giovedì 12 febbraio presso la Sala “Parigi” dell’Hotel Europa dove i lavori si apriranno con gli interventi del presidente della Consulta, Matteo Daffadà, e dei vicepresidenti Elena Ugolini e Eduardo Zampar Morelli. La mattinata sarà dedicata alla relazione del presidente e all’illustrazione delle attività correnti, con un focus sulla programmazione per il biennio 2026/2027 seguita dagli interventi dei consultori che continueranno nel pomeriggio. Si passerà poi alla presentazione delle commissioni e dei gruppi di lavoro.
Il giorno successivo, venerdì 13 febbraio, sarà caratterizzato da un evento aperto al pubblico nella biblioteca dell’Assemblea legislativa, in Viale Aldo Moro 46, a partire dalle 15.
Sono previsti i saluti istituzionali del presidente dell’Assemblea legislativa Maurizio Fabbri e degli ex presidenti della Regione. A seguire gli interventi “L’Italia delle mobilità plurime” a cura di Delfina Licata della Fondazione Migrantes e “Migrazioni e mobilità. Fasi di una lunga storia” a cura di Lorenzo Bertucelli dell’Università di Modena e Reggio Emilia.
Alle 16 è prevista la tavola rotonda intitolata “La Consulta e i suoi Presidenti”, moderata da Fabrizio Binacchi. Saranno presenti gli ex presidenti della Consulta Ivo Cremonini, Silvia Bartolini, Gian Luigi Molinari e Marco Fabbri, oltre all’attuale presidente Matteo Daffadà.
La giornata terminerà con due momenti culturali: l’inaugurazione della mostra “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” alle 17.30 e la proiezione del documentario sulla Consulta “Fili invisibili” alle 18.
Sabato 14 febbraio i lavori si concluderanno con una mattinata dedicata al tema “Percorsi e opportunità” con approfondimenti culturali e istituzionali, fra cui la presentazione del libro su imprenditorialità e trasmissione dei saperi tra emigranti in Argentina e USA a cura di Francesca Fauri e Paolo Galassi, un focus sui GAL, i Gruppi di Azione Locale e l’intervento del Difensore civico regionale, Guido Giusti.
Il documentario Fili invisibili
Il documentario, in circa 50 minuti, racconta come è cambiata l’emigrazione dalla nostra regione e di come la Consulta si sia fatta interprete di questa trasformazione.
In “Fili invisibili” viaggiano parallele la storia degli ultimi cent’anni di emigrazione dall’Emilia-Romagna e quella della Consulta. C’è Antonio, da Cavignaga di Bedonia, che ha seguito la compagnia dei girovaghi in Germania nei primi del Novecento. E c’è anche Giulia, da Forlì, che nel Duemila ha lavorato in Italia, Francia, Spagna, Regno Unito. A dar loro voce, Naima Scognamiglio, conduttrice del programma radiofonico Expat, in uno scenario onirico che scandisce il tempo.
Il documentario, realizzato dal Servizio informazione e comunicazione istituzionale dell’Assemblea legislativa dell’Emilia-Romagna, in collaborazione con la Consulta, è arricchito da materiali recuperati dall’archivio della Consulta, dalle interviste a ex presidenti, filmati d’epoca, testimonianze di emigrati che hanno formato le prime comunità all’estero. E poi al suo interno anche alcune storie poco conosciute come quella del naufragio dell’Arandora Star del 1940 raccontato dal presidente, Matteo Daffadà, e quella del Piccolo Museo dell’emigrante di Monghidoro con le sue lanterne, i suoi zoccoli e le sue lettere, “scoperto” dalla vicepresidente Elena Ugolini.
Non mancano le testimonianze dei discendenti, i figli di seconda e terza generazione di emigrati, come Paola, che dall’Argentina è tornata a San Giovanni in Persiceto seguendo le sue origini, e come Maura e Catalina che grazie ai progetti realizzati dalla Consulta hanno potuto conoscere la terra dei loro nonni.
[Qui è possibile scaricare il file del trailer (il link scadrà lo 07/03/2026 alle 11).
Attraverso il canale Youtube dell’Assemblea legislativa è possibile embeddare il trailer nelle vostre pagine. Lo trovate qui.]
La mostra 50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo
Si intitola “50 anni insieme agli emiliano-romagnoli nel mondo” la mostra promossa dall’Assemblea legislativa della Regione Emilia-Romagna per celebrare mezzo secolo di storia della Consulta. La mostra resterà visitabile fino al 27 febbraio, negli orari di apertura della biblioteca.
Il percorso espositivo ricostruisce l’evoluzione della Consulta e delle politiche regionali rivolte agli emiliano-romagnoli nel mondo, intrecciando storia istituzionale e storie di persone, associazioni e territori attraverso pannelli, immagini, documenti, materiali multimediali e contenuti audiovisivi,
Il cuore della mostra è una linea del tempo articolata in quattro grandi periodi storici, che raccontano la nascita, la trasformazione e il consolidamento della Consulta fino alla sua configurazione attuale, mettendo in luce i passaggi legislativi fondamentali, i cambiamenti organizzativi e le principali priorità politiche di ciascuna fase.
Accanto alla dimensione storica e istituzionale, un’ampia sezione è dedicata alle comunità emiliano-romagnole nel mondo: i numeri dell’emigrazione, la diffusione geografica, il ruolo delle associazioni, le reti di solidarietà, l’impegno culturale e sociale che, nel tempo, ha reso queste comunità un patrimonio vivo per la Regione.
Un focus specifico è riservato alle politiche giovanili della Consulta, che negli anni hanno promosso il protagonismo delle nuove generazioni, il ricambio associativo, la formazione, la mobilità e il dialogo tra giovani all’estero e territorio regionale. Progetti ed esperienze che raccontano un’idea di emigrazione non solo come memoria, ma come risorsa contemporanea.
La mostra è pensata come esperienza multimediale: QR code accompagnano il visitatore lungo il percorso e consentono di accedere a immagini, podcast, video, documenti e approfondimenti, in gran parte disponibili anche sul Museo virtuale delle migrazioni MIGRER, che arricchisce e prolunga la visita oltre lo spazio fisico.
Per approfondire
Consulta degli emiliano-romagnoli nel mondo
Bilancio di fine mandato 2020-2024
Scheda sulla Consulta (in allegato)


