Banda Uno Bianca, Alberto Capolungo racconta gli anni del terrore

Alberto Capolungo è il figlio del carabiniere in pensione che era nell’armeria di via Volturno a Bologna, nel 1991, teatro di una delle più violente azioni di fuoco della Banda della Uno Bianca, l’organizzazione criminale che per 7 anni e mezzo seminò il terrore tra l’Emilia-Romagna e le Marche. Di quegli anni di terrore, dei processi e dell’obiettivo futuro di rendere tutti gli atti digitali, abbiamo parlato con il presidente dell’associazione Vittime della Uno Bianca Alberto Capolungo, ospite nello studio di On ER – il giornale dell’Emilia-Romagna. Ma si parla anche di politica e dell’attività dei consiglieri regionali nella puntata di On ER. L’Assemblea, infatti, ha approvato il piano per il contrasto alla povertà: in Emilia-Romagna nel triennio 2025-2027 verranno investiti 124 milioni di euro. Inoltre, il dibattito sulla violenza di genere ha animato le scorse settimane in viale Aldo Moro. Se a livello nazionale si discute del disegno di legge sul consenso libero e attuale, a Bologna la commissione Parità ha approvato una risoluzione proposta dal Pd proprio per sollecitare il Parlamento a raggiungere un accordo unitario sul contrasto alla violenza di genere e per spingere l’approvazione della norma ferma in Senato. Infine, la commissione Sanità ha fatto il punto sulla diffusione dell’HIV in Emilia-Romagna: diminuiscono le nuove diagnosi di infezione ma resta ancora alto il dato di coloro ai quali l’infezione viene diagnosticata tardi. La richiesta sia da maggioranza che dalle minoranze, è quella di puntare sulla prevenzione.

Ti potrebbe interessare anche...